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Tracce dell'attività sonora.

Archeologia musicale

Esperienze per riscoprire l'ambiente sonoro preistorico.
L'archeologia musicale è una disciplina che, come scrive l’archeomusicologa Tinaig Clodoré-Tissot, “si propone di individuare e studiare le tracce dell'attività sonora delle civiltà scomparse e coinvolge varie discipline (l’archeologia, l’organologia, la liuteria e molte altre). La ricerca si basa su due tipi di fonti principali: i resti archeologici, spesso frammentari, a volte integri e ben conservati; le testimonianze iconografiche nelle quali sono raffigurati e le rappresentazioni di strumenti e/o musicisti (pitture e incisioni rupestri, statue etc.).
Da quasi due decenni ci occupiamo dello studio e della ricostruzione di strumenti musicali in vario materiale (osso, corno, ceramica, bronzo, pietra etc.), appartenenti a vari periodi - paleolitico superiore, mesolitico, neolitico, età del rame, età del bronzo, età del ferro, epoca romana - con particolare predilezione per quelli preistorici. Proprio con questi ultimi la gamma di suoni, note e melodie che si possono creare è veramente molto ampia e fa risuonare delle corde che sono sepolte dentro ciascuno di noi, al di sotto della nostra modernità. Si tratta di un’esperienza sonora che tutti dovrebbero vivere: suoni acuti, dolci e talvolta striduli consentono di immedesimarsi in quell’ambiente sonoro antico ed incantano a distanza di decine di millenni.
Archeologia musicale
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